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> IMAGO MORTIS, Cult BM - i fasti longobardi e celtici


MILES ITALICVS

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Inviato il: Giovedì, 22-Nov-2007, 22:58
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Gli IMAGO MORTIS è una band underground CULT BM di Bergamo,
e per chi è nell'ambiente, non ha bisogno di presentazioni;
tra le produzioni hanno all'attivo un ottimo album uscito per la francese DRAKKAR, etichetta di Culto legata alle band delle Black Legion Francesi, ma che sforna produzioni BM underground a livello internazionale.
La band usa anche l'italiano, ed è molto attenta alla ricerca territoriale ed ai riferimenti culturali del proprio entroterra, del vernacolo, ecc......

Aggiunta concordata con Abibial (Imago Mortis)

Imago Mortis
Black Metal: (Lombardia - Bergamo)

Line up:

Abibial: Basso & Vove
Scighera: Chitarra
Faust: Chitarra
Fenrir: Batteria

Historiae:

Gli Imago Mortis nascono dall'oscurità delle menti di
Abibial (basso/voce) e Maelstrom (chitarra) la notte di
Samonios dell'anno 1994. Il Black Metal è sin dal
principio la forma espressiva degli Imago Mortis, attraverso
il quale la band esplora i lati oscuri dell'anima. Per
questo motivo essi risultano essere ancora oggi uno dei
gruppi più radicali e tradizionalisti che celebrano il
verbo occulto. Nel gennaio del 1995 si unisce alla band
Hezrel in veste di secondo chitarrista. Nello stesso anno
vengono esaminati anche diversi batteristi, ma puntualmente
scartati per la loro assente devozione alla causa.
Nonostante queste difficoltà di assestamento, gli Imago
Mortis hanno continuato il loro cammino, dando origine a
diversi brani, che hanno trovato forma con l'ingresso di
Fenrir alla batteria nel 1997. La band inizia sin da subito
un'attività concreta esibendosi in diverse date live, sino
alla registrazione del demo "Malleus Maleficarum" stampato
professionalmente in 300 copie. Il demo riscuote buone
critiche nell'underground italiano ed estero portando la
band alla partecipazione di diverse compilation su tape e
Cd. L'anno successivo, nel 1999, viene realizzato il secondo
demo tape "Danza Macabra" stampato in sole 33 copie, che
riconferma la band sul panorama underground. I due pezzi di
questo demo tape compariranno nelle cd compilation "Screams
from Italy vol. V" e "Ordinis Reliquiae vol. I". Alla fine
dello stesso anno Hezrel decide di abbandonare la band. Nel
2000 esce per la T.R.P. il live tape "Daemoni Vivunt"
contenete un brano inedito, limitato a 88 copie. Al posto di
Hezrel subentra Laarin alla seconda chitarra. Nell'inverno
2001 viene realizzato il quarto lavoro della band il
demo/album "Mors Triumphalis" in versione Cd-r. L'
underground label Drakkar Productions (France) decide di
ristampare il lavoro su versione tape con 2 bonus tracks in
300 copie (DK033). Nel 2002 Maelstrom abbandona gli Imago
Mortis. La band continua la sua attività per circa un anno
con la formazione a tre, e compone altri brani che vengono
raccolti nello split cd "Brixheim". Il gruppo viene invitato
a partecipare al festival Black Metal Italiano "Black Celtic
Summit III" riscuotendo ulteriori consensi. Nel novembre del
2002 entra nella band Heltron come secondo chitarrista, con
il quale viene realizzata una cover di Burzum "Et Hvitt Lys
Over Skogen" che verrà inclusa nel tributo italiano
"Burzum, a man, a band, a symbol" uscito nel 2004 per la
underground label Wotan Reich (r.i.p.) in versione pro Cd-r
limitato a 500 copie. A luglio del 2004 viene registrato il
promo "Black Arctic Sun". A settembre Laarin abbandona gli
Imago Mortis e viene sostituito da Scighéra. La band
raggiunge in breve tempo un contratto con la francese
Drakkar Productions per la realizzazione del Cd "Una Foresta
Dimenticata", che viene rilasciato a novembre del 2006 in
1000 esemplari, riscuotendo un discreto apprezzamento a
livello internazionale. Nella primavera del 2007 Heltron
decide di abbandonare gli Imago Mortis spinto da profonde
motivazioni personali, venendo sostituito dal chitarrista
Faust. La band avendo ritrovato nuova stabilità sta
lavorando intensamente per le nuove realizzazioni che
vedranno oscurità nei tempi a venire su Drakkar
Productions. Il resto è solo silenzio...

Discografia:

"Una Foresta Dimeticata" CD Drakkar Productions 2006
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"Black Arctic Sun" Promo CD-R 2004
"Burzum: A man, A band, A symbol" Compilation CD-R 2003
"Brixheim" split CD-R with Exsecratum 2002
"Mors Triumphalis" Demo-tape 2001

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"Mors Triumphalis" Demo CD-R 2001
"Daemoni Vivunt" (official live recorded in 98) Demo-tape
2000
"Danza Macabra" Demo-tape 1999
"Malleus Maleficarum" Demo-tape 1998

Contatti:
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MILES ITALICVS

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Inviato il: Giovedì, 29-Nov-2012, 14:50
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Ecco a Voi il NEXUS ITALICVS con gli IMAGO MORTIIS,
buona consultazione
La Scena Italica


1- La Scena Italica: Ave Abibial, e Ave agli Imago Mortis; il tuo gruppo proviene dalla Lombardia, una regione ai confini estremi dell'Italia, sicuramente "a Nord"; qui si intrecciano scenari e substrati culturali differenti, provenienti anche dal nord Europa; ce ne parleresti puntando l'attenzione sugli elementi che in particolare esercitano influenza più diretta su di te e sulla musica/testi degli Imago Mortis?

Abibial: Si ti confermo che gli Imago Mortis sono tutti Lombardi eccetto Axor che per un 50% è di sangue Toscano, in quanto la madre è Livornese. La nostra compagine etnoculturale si riflette naturalmente nella nostra esistenza spirituale ed espressiva. Il substrato centrale della Lombardia è quello Celtico, i Romani nell’effettivo non colonizzarono etnicamente queste terre, ma si limitarono ad apporre la loro impronta culturale ed amministrativa, un po’ come accadde con il sud della Germania e Svizzera. La culturalità Romana, come sappiamo, venne successivamente mantenuta in vita dal cristianesimo che subì tra l’altro uno scisma qui in Lombardia, ossia una scompagine liturgica con la chiesa Ambrosiana. I Longobardi si stanziarono su queste terre miscelandosi con la popolazione Celtica, i Franchi invece si limitarono ad amministrare come i Romani, e così fecero Spagnoli ed i Francesi. Questo breve escursus storico disegna quella che è la spina dorsale della Lombardia, che è Celtica e Longobarda. Premesso ciò possiamo affermare con serenità che siamo ciò che erano i nostri antenati, mi piace a tal riguardo riportare un pezzo della canzone degli Agartha “…La mia patria è il tuo volto bambino che porta racchiuso nei tratti il mio viso, e il destino e lo sguardo e il sorriso di chi c'era prima... che non scorda da dove è venuto salendo la china...”. Il nostro patrimonio quindi è innato e si esprime nel quotidiano, nel rapporto con gli individui, nel vivere le nostre tradizioni ed onorare la memoria degli antichi riportando in vita ciò che fu, le credenze, la cultura e la spiritualità delle nostre genti. Personalmente e relativamente gli Imago Mortis la cultura Bergamasca e Lombarda è essenziale, la esprimiamo nei testi, utilizzando anche il bergamasco, oppure riprendendo brani tradizionali come nel caso di “1330”. Raccontiamo storie della nostra terra, facciamo rivivere le sensazioni che proviamo attraverso una ricerca spirituale e culturale ben precisa. Siamo ciò che esprimiamo.

2-La Scena Italica: Come interpreteresti a livello personale il termine italicità? E invece se dovessi definirlo come concetto super-personale? E' importante esprimerla in musica? In che modo e con quali elementi è possibile esprimerla in musica, in arte e nel metal?

Abibial: Il termine italicità per me è una parola vuota di significati, non ritrovo dietro di essa un particolare pathos ottocentesco. Se dovessi definirlo come concetto super-personale lo interpreterei come la coscienza di appartenere ad una comunità di popoli diversi, che le vicissitudini storiche ha voluto unire. Partendo da questo concetto di “differenza” credo la nostra espressione artistica sia un saggio contributo di mostrare al globale che esistono genti diverse, composte da elementi invisibili mai contemplati dai burocrati giacobini. La musica diventa così la voce inascoltata dell’anima di un popolo.

3-La Scena Italica: In particolare di cosa parlano i vostri testi? Sempre in tema di liriche: nei vostri album vengono usati diversi idiomi: l'inglese, l'italiano, il latino, il "vernacolo", anche se il primo sembra essere stato abbandonato dopo l'album "Una Foresta Dimenticata"; a questo punto ti chiedo il perché di questa scelta, con quale criterio li alterni, e se pensi che prevarrà uno in particolare nel futuro del gruppo.

Abibial: I nostri testi parlano di spiritualità del nostro territorio, antiche arti esoteriche e stregonesche, foschi scenari gotico-lombardi, luoghi infestati e visionari, medioevo nero, spiritismo, sacrilegi e antiche storie di paese… uno sguardo verso l’ignoto ed il mistero. La scelta delle lingue utilizzate è stata una scelta prettamente naturale e non pianificata, attualmente stiamo utilizzando molto l’italiano, il bergamasco e nel prossimo album vi sarà anche una canzone scritta in italo-lombardo del 1600.

4- La Scen Italica: Le Alpi, ed in particolare le Orobie: cosa rappresentano per te, e come ti senti legato ad esse; influenzano il tuo modo di vivere ed in particolare la vostra musica? C'è di più oltre il paesaggio? Spiegandoci meglio: dietro il velo della "realtà oggettiva" di questi monti, esiste una sorta di altra realtà che si palesa nelle leggende, nella magia, nella mitologia?

Abibial: Abito in collina ai piedi del monte Linzone, sin da piccolo il mio sguardo volgeva sempre verso quella vetta con aspirazione, fascino e mistero. Come dicevo nella prima risposta l’habitat in cui viviamo è un’ elemento essenziale della nostra fase creativa, la montagna ma come il bosco rappresenta nel nostro inconscio il rifugio delle creature dei tempi andati, luoghi in cui tutto è ancora possibile e l’uomo si può ancora congiungere con il soprannaturale e lo spirituale.

5- La Scena Italica: Come vedi la tua Bergamo in riferimento all'Italia?

Abibial: Una città molto sottovalutata per certi aspetti e molto sfruttata dal punto di vista economico.

6- La Scena Italica: Esiste una visione politica espressa esplicitamente o in maniera allegorica nella musica degli Imago Mortis? Cosa ne pensi di generi che esprimono politica o geopolitica in musica, ad esempio l'NSBM?

Abibial: Gli Imago Mortis non sono una band politica e quindi non esprimono visioni politiche. Il Black Metal è la massima espressione della libertà spirituale, filosofica e di pensiero occidentale, se qualcuno si scandalizza perché qualche band parla del Nazional Socialismo forse è meglio che continui a frequentare l’oratorio.

7- La Scena Italica: Quali sono le tue influenze musicali in generale? E quelle italiane? (anche extra metal)

Abibial: Personalmente il metal degli anni 80 soprattutto quello dal sapore occulto e qualche elemento del punk non commerciale e dark. Tra le mie influenze italiane sicuramente figurano in assoluto i Death SS, ma anche gli Jacula, di extra metal mi piace molto la musica popolare e tradizionale, il cantautore comasco Davide Van De Sfroos ed il folk rock di Massimo Bubola ed il prog dei Biglietto per l'Inferno.

8- La Scena Italica: Ci sono autori, saggisti e/o filosofi italiani che hanno influenzato la tua musica e la tua vita? Ed artisti (extra musicali)?

Abibial: Sicuramente adoro filosofi del calibro di Julius Evola ed antropologi come Gualtiero Ciola, le ricerche archeoastronomiche del prof. Adriano Gaspani, le ricerche etnomusicali di Piergiorgio Mazzocchi e Walter Biella, piuttosto che tutta una serie di ricercatori ed appassionati di storia locale ed identità che ovviamente non hanno la dovuta visibilità, inoltre sono un lettore della rivista Terra Insubre che tratta argomenti di archeologia, filosofia e cultura del territorio padano alpino. Dal punto di vista esoterico o magico ho letto e contemplato innumerevoli testi magico esoterico e satanici, tutto quel corollario di testi che un adepto del Black Metal possa aver letto, anche se relativamente questa dimensione preferisco viverla in una maniera intima e profondamente personale, dal punto di vista prettamente artistico adoro l’arte figurativa antica e romantica, ma anche l’arte surrealista mentre non apprezzo l’arte moderna o astratta.


9- La Scena Italica: Infine come vedi la scena musicale e metal in Italia? La Scena Italica può intesa come manifestazione di un genere, un filone culturalmente unitario, o come un insieme od unione di varie "scene" (a limite unitarie in seno alle varie regioni) E se dovessi dare consigli o eventuali direttive perché essa migliori?

Abibial: La scena metal in Italia è molto ampia, ci sono molte band valide e credibili e molte bands poco credibili, ma come ripeto sempre il Black Metal è un genere in cui la selezione naturale ha sempre fatto il suo corso quindi resteranno in piedi solamente i più forti e devoti. Vedo il progetto di Scena Italica come un laboratorio delle identità e differenze non come una massa monolitica, anche perché ti sei reso conto che la penisola è composta da popoli con storia e tradizioni molto differenti tra loro, un mosaico in cui la differenza diventa fonte di ricchezza, confronto, distinzione ed originalità. Vedo il progetto come un ateneo in cui la cultura è le reale protagonista, una sorta di l’”università dell’arte e dello spirito”.

10- La Scena Italica: Chiudiamo con un brindisi, con un vino o un liquore scelto da te: agli Imago Mortis ed alla Scena Italica!

Abibial: In alto le coppe d’idromele! Ave e te Hesperus e ringraziamo per il sostegno e lo spazio concessoci

Grazie a voi!
Salute!


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Inviato il: Domenica, 22-Feb-2015, 19:12
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Si è svolta ieri al 27 (Twentyseven) rock pub di Mozzo (BG) una delle esibizioni dal vivo degli Imago Mortis, alla quale ho avuto il piacere di partecipare di persona.
Devo dire davvero "eccellente", la band rende dal vivo anche meglio che in studio.
Suono viscerale del vecchio black metal anni '90, e furia+potenza che riportano alla mente sensazioni proprie del black thrash degli '80.
Sia che vi piacciano i loro album, sia che non vi piacciano, non vedendoli dal vivo vi perdete in ogni caso qualcosa per la quale vale la pena di partecipare..
Pieni voti.


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